Appunti dalla Conferenza Internazionale sulla Mindfulness Roma, 11-15 maggio 2016


Si è conclusa da poco meno di un mese la seconda conferenza internazionale sulla mindfulness tenutasi a Roma dall'11 al 15 maggio 2016 (ICM 2016 - Rome) ed è un’occasione che cogliamo per proporvi alcuni spunti e per riflettere ancora una volta sulla mindfulness, sull'importanza e lo spessore che sta assumendo nel nostro tempo.

Il Congresso svoltosi presso l’Università Sapienza di Roma ed organizzato dall’Associazione Internazionale Consciousness, Mindfulness, Compassion (CMC) International Association, da MacTavish Behavioral Health e dall'Associazione Italiana per la Mindfulness (AIM) segue la prima conferenza tenutasi sempre a Roma nel maggio 2013, creando uno spazio di incontro e dialogo tra clinici, contemplativi, ricercatori, accademici, insegnanti e studenti, comunità e praticanti di mindfulness.

Quest’anno la conferenza, a cui hanno partecipato addetti ai lavori (ma non solo) provenienti da svariate nazioni, ha visto alternarsi nei seminari, simposi ed eventi aperti ad un pubblico più vasto, studiosi e ricercatori di tutto il mondo del calibro di Antoine Lutz (noto per le sue ricerche nel campo delle neuroscienze), Paul Gilbert (fondatore della Compassion Focused Therapy), il venerabile Bhikkhu Analayo, monaco buddista e famoso studioso del Buddismo Antico, Peter Malinowski, Rebecca Crane, figure di rilievo nel panorama internazionale per la ricerca applicata in ambito clinico e sociale e per il training istruttori mindfulness, Fabio Giommi e Antonino Raffone per la parte della clinica applicata e delle neuroscienze in Italia.

Tante e diversificate le occasioni di conoscenza e di approfondimento su temi oggetto di ricerche e su esperienze di applicazioni della mindfulness nei diversi campi (clinico, organizzativo, educativo, sociale, salute e benessere della persona). Difficile quindi, per noi, è stata la scelta e l’individuazione di temi d’interesse particolare, visto che tutto in realtà meritava, anche solo un’occhiata curiosa.

Pur essendo la lingua ufficiale l’inglese, alcuni incontri allargati hanno goduto della traduzione simultanea, permettendo a chiunque fosse interessato di assistere a stimolanti relazioni; molti infatti anche in Italia, hanno iniziato ad avvicinarsi alla mindfulness anche solo come praticanti, magari partendo da semplice curiosità o da motivazioni più profonde di salute, benessere e miglioramento personale. Ci sembra, quindi, di aver colto l’intento degli organizzatori non solo di fare un quadro scientifico, dal punto di vista tecnico degli addetti ai lavori, dello “stato dell’arte” della mindfulness, ma anche quello di rendere possibile una divulgazione più ampia di alcuni temi cruciali che riguardano la mindfulness (ad esempio la relazione comprovata con lo stress, con l’invecchiamento, con la gestione del dolore e degli stati emotivi negativi, ecc..) che possono interessare chiunque si avvicini a questo mondo fatto di scientificità, che pone le basi necessarie per la sua applicazione, ma anche di tanti altri aspetti di “ricerca” personale circa il nostro rapporto con la mente e le sue possibilità, di conoscenza, di espansione e di “governo” intenzionale, sotto la guida di aspetti etici e valoriali, radici imprescindibili della mindfulness.

I quattro Workshops, della durata di una giornata intera, hanno dato occasione di approfondire un singolo argomento: dalla Compassion Focused Therapy con Paul Gilbert, al tema dell’invecchiamento per “Un sano invecchiamento consapevole” di Peter Malinowski, alle competenze dell’istruttore di mindfulness, curato da Donald McCown e Diane Riebel per riflettere anche sulle ombre recenti della “McMindfulness”, infine al tema della Meditazione Relazionale e dell’”Insight Dialogue”, approccio mirato ad espandere ed approfondire la consapevolezza nelle relazioni quotidiane e nel setting terapeutico di Antonella Commellato e Fabio Giommi.

Ogni simposio, della durata di un’ora e mezza, dedicato ad un tema specifico (Mindfulness e Lavoro, Studi Sperimentali, Mindfulness e Genitorialità, Neuroscienze, Mindfulness e Scuola, Mindfulness e trattamento del Burn-Out, Mindfulness nella vita Organizzativa, Mindfulness ed Oncologia e tanti altri, per un totale di 50 ognuno dei quali ospitava dalle tre alle quattro presentazioni, per darvi un’idea della vastità e della ricchezza del programma!), ha offerto un’occasione stimolante anche solo per assistere a scambi di esperienze scientifiche, panorami delle applicazioni e riflessioni in generale.

Gli eventi speciali e le letture pubbliche hanno invece dedicato maggiore tempo ad aspetti divulgativi (Mindfulness nella società, Mindfulness nella tradizione contemplativa, ecc...).

Nota da segnalare la possibilità di fare esperienza tutte le mattine, prima dell’inizio dei lavori, di pratiche di meditazione secondo diverse tradizioni: la Soto Zen, la Karma Kagyu Tibetana, la Chan, la Shaolin. Interessante per i risultati visibili agli occhi del pubblico presente, è stata l’occasione di assistere ad una esibizione pubblica di un Maestro della tradizione Shaolin e dei suoi studenti (dalle più antiche scuole di Kung Fu cinese) a dimostrazione del potere di un corpo, di una mente e di uno spirito unificati e concentrati su un compito (veramente stupefacente!).

Diversi, appunto, ed articolati gli scenari disegnati che riguardano la mindfulness applicata alla vita quotidiana nei più svariati ambiti, ma che rifugge anche dal considerarsi panacea di tutti i mali. Occorre infatti conoscerne le possibilità, ma anche farne un’esperienza graduale e “non strumentale” ed utilitaristica, come si sono raccomandati anche in questa occasione molti studiosi attenti a non disperderne le radici di natura contemplativa (lo stesso Jon Kabat-Zinn, fondatore della sua applicazione clinica nel protocollo MBSR, rimarca questo). È anche vero che non tutti possono avvicinarsi allo stesso modo a queste pratiche di meditazione basate sulla consapevolezza e sulla presenza mentale.

Ne traiamo nel complesso un’impressione decisamente positiva, ricca di dati e di promesse per il presente e il futuro della mindfulness soprattutto in Italia (nei paesi anglosassoni sappiamo che la sua applicazione è già ampiamente diffusa). Ci dispiace solo non aver trovato approfondimenti riguardo le sue applicazioni nel mondo dello sport, ma per questo aspettiamo altre e sicuramente non lontane occasioni!

Noi di IntelligenzaIntuitiva, seguendo un approccio ancora poco conosciuto in Italia, del “lavorare con e per la mente” finalizzato a far emergere quel patrimonio inesplorato che sono le nostre intuizioni, preferiamo pensare, praticare e proporre la mindfulness come una risorsa indispensabile per lo sviluppo e la conoscenza di questo tesoro, per il benessere delle persone e le loro relazioni e come attitudine necessaria da coltivare per dare spazio alle possibilità di sviluppo positivo e di arricchimento della persona intenzionalmente impegnata ed eticamente attiva negli ambiti in cui è richiesto il suo contributo.

Vi diamo appuntamento per i prossimi approfondimenti tematici che riguarderanno singoli temi trattati, a partire ad esempio dalla relazione mindfulness e stress. Quindi a presto e buona lettura!

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