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Mindfulness

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L'intelligenza intuitiva nell'apprendimento

Capita spesso di confrontarci con realtà scolastiche che sono in difficoltà nel rispondere ai bisogni dei ragazzi, nonostante gli sforzi degli insegnanti e di tutte le figure che si muovono in questo scenario abbiano come obiettivo comune l'evoluzione e la formazione degli studenti.

Le variabili e le criticità che si incontrano vengono a determinare un'alchimia che è diversa in ogni contesto scolastico e che è data dalle complessità di natura organizzativa, dalle differenze culturali e di prospettive del corpo docente, dal clima interno che si viene a generare, dalla comunicazione e dall'interazione con una generazione di giovani e giovanissimi che presenta spesso caratteri multiculturali e caratteristiche attitudinali e cognitive che sono diverse da quelle contemplate dal sistema scolastico tradizionale, che richiedono l'elaborazione di nuovi approcci, nuove leve motivazionali, nuovi strumenti di comunicazione, nuovi sistemi di apprendimento e nuove metodologie didattiche.

La nostra proposta mette al centro dell'attenzione l'intelligenza intuitiva, cioè un approccio che coinvolga consapevolemente la mente intera e che rappresenti una metacompetenza propedeutica al rafforzamento delle attitudini trasversali nelle macroaree "relazione", "diagnosi" e "fronteggiamento", che sono fondamentali per il ruolo dell'insegnante e per lo sviluppo cognitivo e socio-emotivo degli studenti.

Lo scopo è comprendere il peso determinante del pensiero intuitivo nell'apprendimento e l'importanza di bilanciare l'approccio razionale tipico della didattica tradizionale con l'attitudine individuale di percepire la realtà prioritariamente attraverso i sensi e i filtri intuitivi.

Ciò consente di migliorare il dialogo insegnanti-studenti ma anche il rapporto tra pari e non soltanto dal punto di vista della comunicazione esplicita ma anche facendo affiorare alla consapevolezza le convinzioni, gli assunti e i messaggi taciti, che determinano i nostri pensieri intuitivi, veloci e da cui scaturiscono le scelte e i comportamenti che sempre condizionano la comunicazione. per sviluppare la capacità di porsi nella posizione percettiva dell'altro, di accogliere e dare feedback in maniera efficace, di ampliare le capacità di ascolto e di  comprensione della mappa altrui.

 

Perhcè l'intelligenza intuitiva nell'apprendimento

L’intuizione è una risorsa innata che riguarda tutti gli individui senza distinzione di età, sesso o razza. E' il modo più antico di funzionare della mente umana e quello più naturale di conoscere. Nei  tempi più remoti l’essere umano è stato guidato alla sopravvivenza dall’intuizione, gli ha mostrato come nutrirsi quando aveva fame, come proteggersi dal freddo e dai pericoli, come curarsi quando era ammalato. Ancora oggi l’intelligenza intuitiva ci accompagna nel nostro percorso di vita e di sopravvivenza e sebbene operi sempre al di fuori del nostro controllo, essa presidia la percezione, la relazione, la comunicazione paraverbale e non verbale, i messaggi metaforici e immaginativi, la creatività, la propensione a risolvere problemi, la capacità di guidare gruppi e motivarli verso obiettivi comuni e condivisi, nonchè la capacità di decidere specialmente nei contesti dove l'esperienza pregressa ha un peso determinante.

Il potenziamento della mente intuitiva e la possibilità di armonizzare i due aspetti della nostra intelligenza, razionale e intuitivo, ci consentono di raggiungere un livello superiore di consapevolezza ed autopercezione rispetto ad ogni situazione e ad ogni comportamento. L'armonizzazione dell'attività dei due emisferi comporta un uso consapevole dello "slittamento", cioè della capacità di riconoscere i pensieri e quale parte di noi si attiva quando diamo una risposta agli stimoli e agli eventi. Ciò ci permette poi di attivare una modalità alternativa, cambiando la modalità di pensiero che assume automaticamente il controllo, qualora non sia la più efficace per lo scopo da raggiungere.

I percorsi dedicati ai contesti di apprendimento sono dedicati prioritariamente agli insegnamenti agli insegnanti ma anche agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo livello. Gli interventi rivelano la loro massima efficacia nei casi in cui è possibile realizzare percorsi integrati che coinvolgano docenti e studenti, in attività parallele e autonome, ma strutturate in funzione di obiettivi comuni.

L'intelligenza intuitiva come "metacompetenza" propedeutica al potenziamento dell'efficacia individuale

La nostra parte intuitiva ha un'enorme importanza e un grande peso per la nostra intelligenza, ma è una facoltà dell'intelligenza e insieme una qualità del pensiero il cui funzionamento ci è sconosciuto, di cui forse abbiamo perso il controllo, perché la cultura occidentale per secoli ha privilegiato la dominanza della mente razionale ed ha portato nell’oblio le risorse fondamentali della mente intuitiva.

Nella cultura occidentale essa non è considerata una risorsa e il ruolo che svolge per le capacità cognitive individuali non viene tenuto in dovuta considerazione. In realtà la parte intuitiva della mente è costantemente in azione e condiziona ogni nostro pensiero e comportamento. Lavora in maniera autonoma e anarchica, nel senso che l'azione della mente intuitiva è al di fuori del nostro controllo e mentre ci indica la strada, ci fa anche incorrere inconsapevolemente in errori di valutazione e di interpretazione di situazioni e comportamenti (nostri e altrui) che possono determinare incomprensioni, difficoltà, problemi e possono limitare la nostra inefficacia.

Dobbiamo considerare l'Intelligenza Intuitiva una risorsa innata da valorizzare, perchè rappresenta una metacompetenza che ci accompagna nelle situazioni operative, decisionali, relazionali, di monitoraggio, controllo e guida dei contesti nei quali operiamo. Ci consente di valorizzare le caratteristiche e le attitudini dei nostri interlocutori, siano essi giovani, giovanissimi o adulti, perchè ci da la possibilità di uscire dagli schemi mentali che spesso ci imbrigliano in abitudini comportamentali e in convinzioni limitanti, e ci permette di guardare ed affrontare la realtà con la consapevolezza della mente intera. Non ultimo presidia facoltà quali l'empatia, le posizioni percettive, l'intelligenza emotiva, le abilità sociali.

La necessità di sviluppare la nostra razionalità non è ovviamente in discussione, infatti il nostro sistema culturale e scolastico ci consente di lavorare costantemente su apprendimenti e conoscenze con impostazione razionale. Questi aspetti determinano il nostro quoziente di intelligenza e il nostro bagaglio culturale: apprendiamo strategie e metodologie razionali per affrontare lo studio, la nostra professione e tutti i contesti operativi che ci troviamo a fronteggiare e impariamo ad attivare deliberatamente e all'occorrenza le strategie razionali "apprese" per mettere in atto in ambito personale e professionale protocolli operativi, procedure, azioni routinarie che ci consentono di raggiungere i nostri scopi.

Purtroppo non abbiamo strategie per governare la parte intuitiva che determina la nostra efficacia negli ambiti presidiati dalle emozioni e dalla parte intuitiva della mente.

Spesso agiamo d'istinto e secondo il nostro intuito: nelle interazioni con gli altri, nel fronteggiare le problematiche e le complessità, nel diagnosticare rapidamente qual è l'atteggiamento migliore da agire in una relazione difficile o nella gestione di situazioni critiche. E' la mente intuitiva, globale, che velocemente determina la capacità individuale di agire competenze specialistiche e conoscenze anche in ambito professionale, quindi l'efficacia individuale è data esclusivamente dalla capacità innata di gestire le tre macroaree delle competenze trasversali: area relazione, area fronteggiamento e area diagnosi , ambiti che connotano la riuscita ed il successo delle nostre azioni.

L’intelligenza intuitiva negli adulti-insegnanti

La mente degli adulti è strutturata per agire consapevolmente conoscenze e strategie razionali apprese e per agire inconsapevolmente tutte le facoltà umano convenzionalmente definite competenze trasversali o competenze non tecniche.

La mente intuitiva, infatti, ha un ruolo predominante nell’interpretazione immediata e spontanea della realtà, nella comunicazione, nella relazione, nella gestione dei conflitti, nella motivazione, nel raggiungimento degli obiettivi, nelle scelte, nella capacità di decidere, di negoziare e trovare soluzioni ai problemi, nella leadership e nell'attivazione di tutte le leve per guidare gruppi di individui verso un obiettivo individuale o condiviso, nonchè in tutti gli ambiti che richiedono creatività ed efficacia personale.

Rendersi consapevoli dei meccanismi intuitivi e incontrollati che generano le nostre azioni e potenziare la capacità di padroneggiarli, significa potenziare aspetti che sono parte integrante della didattica. Infatti le competenze di natura attitudinale che il docente mette in campo in maniera spontanea e intuitiva assumono un peso preponderante per un’azione didattica efficace, ad esempio: la capacità di gestire la comunicazione, di diagnosticare le situazioni e i contesti, di riconoscere i meccanismi di distorsione interpretativa della realtà che si attivano automaticamente in noi e negli altri, di fronteggiare le situazioni complesse e quelle conflittuali, di motivare e facilitare percorsi e approcci personali all'apprendimento, ecc.

Tutti questi aspetti fanno la differenza sia nello svolgimento del ruolo di docente sia nel fronteggiamento di situazioni complesse perchè sono collegati alla relazione, alle criticità dell’apprendimento e a problematiche - di tipo organizzativo e non - come stress, clima interno, dispersione scolastica, burn out, ecc. - , che sono presenti nel sistema scolastico e che hanno una ricaduta sulla qualità della vita dell'insegnante.

L’intelligenza intuitiva nei ragazzi e nei giovani

Mentre il mondo dei bambini più piccoli è un mondo pieno di nuove scoperte, guardato con occhi che stanno ancora imparando ad apprendere e sono incontaminati dalla conoscenza e dall’esperienza, nella fase della pubertà e dell'adolescenza il percorso esperienziale ed educativo porta i ragazzi a definire e consolidare sempre più le strategie razionali e verbali della mente.  Infatti il bambino impara a ricostruire il mondo con le parole, a padroneggiare il linguaggio e a rafforzare la verbalizzazione dei pensieri, tendendo via via ad indebolire la capacità di raccogliere gli stimoli sensoriali primari a discapito della facoltà intuitiva.

Nell'adolescenza aumenta l'efficienza verbale, si arriva a classificare la realtà in categorie e si perde la capacità, patrimonio dei bambini, di vedere, sentire, percepire e conoscere la realtà con l’attenzione e la curiosità intellettuale di una mente globale e intuitiva, che favorisce l’empatia, la comunicazione e la creatività, non intesa esclusivamente in senso artistico ma finalizzata ad esempio alla risoluzione dei problemi, delle situazioni conflittuali e all’individuazione di soluzioni alternative a quelle più ovvie.

Valorizzare l'Intelligenza Intuitiva nei ragazzi non vuol dire indebolire le loro facoltà razionali ma recuperare una parte della mente che si sta via via perdendo per potenziare la loro capacità di utilizzare la "mente intera", al fine di renderli consapevoli delle azioni, inconsapevolmente presidiate dalla mente intuitiva e delle potenzialità di questa facoltà sconosciuta che può favorire la relazione, la comunicazione. l'autopercezione, le strategie di apprendimento, concentrazione, ecc.

Favorire l'armonizzazione delle due parti della mente è particolarmente importante per queste ultime generazioni di giovani che sono sempre più contraddistinte da attitudini poco allineate con i sistemi di apprendimento e di insegnamento tradizionali e sono assimilabili invece ad un'impostazione di tipo intuitivo. Ciò è riferibile, in particolare, agli studenti con caratteristiche che vengono codificate come "disturbi dell'attenzione" e "disturbi dell'apprendimento".

La mindfulness nella scuola

La Mindfulness offre una tradizione e una serie di pratiche operative importanti per sviluppare alcune qualità della mente propedeutiche all'azione efficace della mente intuitiva. Allena la capacità di dirigere la nostra attenzione intenzionalmente alla nostra esperienza, mentre si svolge per cogliere esattamente la verità di ciò che accade dentro e fuori di noi, momento dopo momento, con mente flessibile, aperta e con accettazione. Ci pone nella condizione di attivare con consapevolezza le migliori risposte agli eventi positivi o negativi, depurando la nostra mente da schemi, modelli comportamentali predefiniti, ansia e paure e rafforzando la concentrazione.

Strumenti diagnostici nel campo delle neuroscienze hanno dimostrato l'efficacia di tale disciplina che riesce ad incidere sugli apparati neuronali del nostro cervello e consente ad ogni età di migliorare le capacità di apprendimento, di pensiero e di gestione consapevole e ferma delle emozioni distruttive, favorendo la motivazione e la produzione di sentimenti e visioni positive.

La sperimentazione della Mindfulness inizia negli anni '70 in ambito clinico, ma ormai i contesti in cui trova applicazione sono in continua espansione: sanità, aziende, sport, educazione, ecc. La scuola è sicuramente uno dei contesti in cui l'applicazione del protocollo classico mindfulness sta attualmente acquisendo ampio spazio.

La mindfulness per gli insegnanti

Il ruolo di docente richiede una significativa propensione alla relazione, all’ascolto, alla negoziazione, alla gestione dei conflitti, della complessità, delle situazioni difficili e del cambiamento. In questi ambiti le competenze di natura attitudinale che l’insegnante mette in campo sono quelle che hanno origine dall’esperienza soggettiva e dalla personalità del singolo individuo.

La pratica di Mindfulness può favorire il potenziamento di risorse di consapevolezza, attenzione, concentrazione, che migliorano la capacità di interagire con i pari e con gli studenti e consentono di assumere una posizione di respons-abilità, cioè di abilità nella risposta agli input, agli eventi e ad ogni complessità come ad ogni potenziale circostanza valorizzabile. Tale competenza migliora la qualità della comunicazione, dell’ascolto e sviluppa equanimità, apertura, pazienza e motivazione, qualità fondamentali nella formazione di un buon insegnante.

Parallelamente all’azione di empowerment che il percorso Mindfulness inevitabilmente genera, l’esperienza ha una ricaduta fondamentale sul piano della riduzione dello stress, dell’ansia e delle condizioni di burn-out che possono caratterizzare il ruolo dell’insegnante per l'azione decisiva sui sistemi endocrino e immunitario e per gli effetti benefici a livello di benessere generale.

La mindfulness per gli studenti

L’obiettivo dei training dedicati ai bambini e ai ragazzi  è di potenziare l’esperienza di autoconoscenza emotiva e percettiva sulla quale già si concentrano molte attività formative sin dalla scuola dell’infanzia.

I percorsi di Mindfulness strutturati per le diverse età determinano un’estensione di tale esperienza a tutto il percorso evolutivo, generando una mente allenata all’attenzione, alla concentrazione e al riconoscimento degli stimoli emotivi e sensoriali.

Le attività consentono agli studenti di potenziare la capacità di percepire le informazioni che giungono dalla realtà e di riconoscere la propria propensione a rispondere agli eventi e alle situazioni, nonché di percepire con consapevolezza i propri comportamenti. Ciò consente ai più grandi di rallentare le reazioni e di favorire l’abilità di trovare risposte consone e consapevoli alle diverse situazioni.

In ambito scolastico ciò determina una mente flessibile e capace di uscire dagli schemi, affina la capacità percettiva, attiva l’interesse e la curiosità e disattiva chiusure e comportamenti predefiniti. Le attività rendono più semplice attivare motivazione e risorse personali per potenziare l’apprendimento e la comunicazione.

I percorsi proposti, che prendono avvio dai protocolli classici MBRS, possono essere integrati con alcuni focus riguardanti lo sviluppo delle risorse dell’intelligenza intuitiva per costruire progetti ad hoc che rispondono alle specifiche realtà ed esigenze. Essi mirano al recupero consapevole delle facoltà della mente intuitiva che in questa fase evolutiva vengono via via subordinate all’azione consapevole e strutturata della mente razionale.

In ogni caso i percorsi di Minfulness rappresentano un supporto alla riduzione dello stress e del disagio che si attiva frequentemente negli studenti a fronte dell’impegno e delle complessità che fronteggiano quotidianamente, ma anche a fronte di problematiche più importanti riferibili all’attenzione e al comportamento e alle situazioni personali. Esse determinano ricadute sul piano del rendimento e sul piano del benessere individuale che vanno dalla demotivazione agli stati di ansia e depressione nei bambini ma specialmente negli adolescenti.

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni e per approfondimenti sui progetti

info@intelligenzaintuitiva.com

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